Programma 2012

Il tema della quinta edizione è Stranieri, romagnoli, migranti: idee in movimento.

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Bagnacavallo, Bottega Matteotti, sabato 24 novembre, ore 17.30

Mauro Orletti presenta Un uomo in movimento (Discanti 2012). Incontro con l’autore. Interviene Emanuale Marfisi. In collaborazione con AutorinBottega.

Armando è uno studente arrivato a Bologna per frequentare l’università. Vive in una casa che ricorda lo studio televisivo del suo programma preferito: le televendite di Gigi Montini su Telemarket. Armando cova in segreto il sogno di un ordine fondato sull’autonomia e la libertà degli individui, anche se in nome dell’autonomia e della libertà non intende lanciare sedie e bottiglie dall’ultimo piano di un palazzo occupato.
Un giorno all’università incontra Matteo, un esponente carismatico del movimento di Cielle. Matteo è pieno di verità incrollabili e privo di dubbi, attacca ogni idea di Armando e smonta le poche certezze che gli restano. Matteo dice ad Armando di abbandonare le sue letture perché tutto ciò che gli serve lo trova ne Il senso religioso di don Giussani. Gli dice anche di abbandonare i suoi amici perché le persone di cui ha bisogno le trova dentro il movimento di Cielle. Dal giorno in cui Armando si lascia incastrare e partecipa a una conferenza dal titolo L’esistenza operosa, da quel giorno lì Matteo fa irruzione nella sua vita, decide per lui, prende gradualmente possesso dei suoi spazi, confonde i suoi pensieri e i suoi sentimenti.
Armando in breve tempo si trova alla scuola di comunità, poi alla messa, poi ai gruppi di studio, poi al meeting di Rimini e anche a un ritiro spirituale dove si fa il voto del silenzio. Armando vorrebbe rompere il silenzio e domandare: «Scusate, ma mettiamo il caso che Dio non esista». Ma non lo fa. Aspetta.
Un romanzo di formazione, a metà tra narrativa e saggistica, su Comunione e Liberazione, ambientato nell’odierna Bologna universitaria, tra idee, smarrimenti e ricerca esistenziale.

Mauro Orletti è nato a Chieti nel 1977. Ha studiato Giurisprudenza. Attualmente vive e lavora a Bologna. Collabora con il settemestrale «L’accalappiacani»(DeriveApprodi). Il suo primo romanzo è Mi sento già molto inserito (Zandegù 2009).

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Imola, Sala delle Stagioni, domenica 25 novembre, ore 17

Gli altri sono gli altri. Conversazione con Bianca Baggiani e Marina Sangiorgi. Ascolti a cura di Michele Antonellini. In collaborazione con Università Aperta, Cidra e l’associazione di scrittori Viaemiliaventicinque di Imola.

Sono criminali. Sporcano e non rispettano la legge. Vivono di accattonaggio. Però accettano lavori che gli italiani non vogliono più fare. Tra loro ci sono laureati, e gente che fugge la morte. Che tornino al loro paese, qua non c’è posto.
Le migrazioni e la situazione dei migranti: un tema di forte attualità su cui sentiamo sempre più spesso banalità e generalizzazioni. Gli altri sono gli altri tenta di fare un po’ di chiarezza, fornendo qualche spunto di riflessione, con una ricercatrice, una scrittrice e qualche canzone.

Bianca Baggiani, organizzatrice del ciclo di lezioni Noi e l’altro?, realizzato all’Università di Genova nel 2010, è laureata in Scienze politiche e coautrice del saggio Noi e l’altro? Materiali per l’analisi e la comprensione dei fenomeni migratori contemporanei (Discanti 2011), che raccoglie gli interventi delle lezioni.
Marina Sangiorgi scrive racconti. Il suo ultimo libro è Rubare tempo all’allegria (Raffaelli). È presente nell’antologia Chi siamo, italioti miei? (Discanti 2010).

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Bagnacavallo, Bottega Matteotti, martedì 27 novembre, ore 21

Un romagnolo d’Algeria. Conversazione con lo scrittore Tahar Lamri. Interviene Patrizia Randi.

Tahar Lamri è nato ad Algeri nel 1958. In Libia dal 1979 al 1984, conclude gli studi in Legge iniziati in Algeria, con la specializzazione in Rapporti internazionali e lavora come traduttore presso il consolato di Francia a Bengasi, spostandosi poi in Francia. In Italia dal 1986, vive a Ravenna.
Partecipa a numerosi incontri, seminari, conferenze e attività culturali riguardanti la letteratura straniera e la letteratura d’immigrazione. Collabora con Ravenna Teatro, scrivendo narrazioni teatrali per bambini e adulti, organizza il Festival delle Culture e scrive per «Città Meticcia», periodico cartaceo bimestrale e progetto di comunicazione interculturale, promosso e gestito dall’associazione omonima della città di Ravenna.
Al Festivaletteratura di Mantova del 2007 ha partecipato al WikiAfrica Workshop e WikiAfrica Postcard, ideati dalla Fondazione lettera27.

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Bagnacavallo, Bottega Matteotti, giovedì 6 dicembre, ore 21

Giovanni Nadiani, Piadina Blues. Altre storie da caBARet (Discanti 2012). Reading con l’autore. Alla chitarra classica, Ingeborg Riebesehl. Al termine, Notturno con piadina e vino di Sicilia, degustazione di piadina romagnola e vini di Libera Terra. In collaborazione con AutorinBottega e Bottega Matteotti dicembre 2012.

Se si dice “Romagna” si pensa a un Eldorado della tradizione, imbevuto di sole, campi fertili, mare, liscio, gente allegra e buona cucina; e, nello stesso tempo, a una terra dominata dai culti pagani del cibo, del vino e del sesso.
Ma la Romagna di oggi è davvero ancora così, ammesso che così sia stata in un indefinito passato? La risposta, Nadiani, ce la fornisce raccontando, con la perizia dell’antropologo e l’arguzia dell’indigeno, un convincente numero di “scene” tratte dalla realtà romagnola quotidiana.
Si “scopre” allora che in Romagna si chatta, che il nostro vicino ha trovato moglie (rigorosamente straniera) grazie alla Rete, che i romagnoli sono ormai irrimediabilmente alle prese con cellulari, redditometri, open day, catastrofi di borsa, chirurgia plastica, privacy e password. Incontriamo in queste pagine badanti ucraine in carriera, persone affette da mal d’outlet, altre che dissertano di social (anzi soc-mal) network.
Senza dimenticare, però, le vecchie sane pratiche: l’amore per il cibo, l’amore e basta, la passione per il ballo, la propensione verso gli aspetti materiali della vita e quella scaltrezza che – in un rocambolesco ribaltamento dei ruoli – consente al vecchietto di truffare la finta promotrice finanziaria venuta a buggerarlo.
Tanti piccoli pezzi di quel teatro che è il mondo, insomma, raccontati nella lingua madre (il romagnolo, ovviamente, con traduzione a fronte), per ridere un po’ amaro e riflettere su dove stiamo andando, noi romagnoli/italiani, a tempo di blues.

Giovanni Nadiani, docente universitario e “artigiano della parola”, è autore di numerosi volumi di poesia (tra cui Guardrail, Pequod 2010), narrativa breve (Spiccioli, Mobydick 2009), cabaret (Low Society, Carta Canta 2010), e di traduzioni (Uomo in mare di Günter Kunert, Mobydick 2010). Con la band blue-jazz Faxtet ha inciso cinque cd poetico-musicali diventati spettacoli itineranti. Da diversi anni scrive anche per il teatro ed è considerato l’“inventore” di quel particolare genere di storie orali da lui definito DialetKabarett.
Ingeborg Riebesehl, nata a Brema (Germania), studia alla Musikhochschule di Amburgo con Sonja Prunnbauer diplomandosi nel 1980 col massimo dei voti. Nello stesso anno un premio del prestigioso “Concorso Musicale Tedesco” le permette di continuare gli studi in Spagna (1981-1982) sotto la guida di José Tomás. Tra il 1982 e il 1985 segue i corsi di Alvaro Pierri (Uruguay), il più famoso chitarrista vivente. Nel 1982 e nel 1983 è chiamata a insegnare presso l’Università di Brema. Per la sua attività concertistica, iniziata nel 1978 e che la porta a suonare e a effettuare registrazioni radio-televisive in molti paesi europei, ottiene il Premio della Bassa-Sassonia (musicista residente per nove mesi nel Villaggio delle Arti di Schreyahn). Dal 1985 vive in Italia ed è docente di ruolo nell’indirizzo musicale della scuola media Ribolle di Forlì.

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